{"id":988070,"date":"2022-12-09T13:11:54","date_gmt":"2022-12-09T13:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiolegalefruttaldo.com\/?p=988070"},"modified":"2023-04-04T21:00:58","modified_gmt":"2023-04-04T21:00:58","slug":"intimazioni-di-pagamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiolegalefruttaldo.com\/index.php\/2022\/12\/09\/intimazioni-di-pagamento\/","title":{"rendered":"Intimazioni di pagamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"row \"><div class=\"wpv-grid grid-1-1  wpv-first-level first unextended\" style=\"padding-top:0px;padding-bottom:0px\" id=\"wpv-column-918865d93211ee855a20456af84ba70c\" ><h4>Cosa \u00e9 una intimazione di pagamento di Equitalia?<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>L&#8217;intimazione di pagamento, denominata dalla normativa intimazione ad adempiere, \u00e8 contenuta in un avviso che deve essere notificato al contribuente se l&#8217;espropriazione forzata non \u00e8 iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento. Con questo avviso si intima al contribuente di adempiere, e cio\u00e8 di pagare il proprio debito che risulta dal ruolo, entro cinque giorni. Questo avviso perde efficacia trascorso un anno dalla data di notifica. Pertanto, se l&#8217;Agenzia delle Entrate-Riscossione intende procedere ad espropriazione forzata dopo lo spirare di tale termine, dovr\u00e0 nuovamente notificare tale avviso.<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>\n<h4>Ambito di applicazione<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>L&#8217;avviso previsto dall&#8217;art. 50 D.P.R. 602\/1973 si applica alla riscossione tramite ruolo, ma non solo. \u00c8 previsto anche per la riscossione delle imposte attraverso l&#8217;adozione dell&#8217;avviso di accertamento immediatamente esecutivo. Quest&#8217;ultima procedura si applica per riscuotere i tributi delle imposte sui redditi, IRAP e IVA. In questo caso, per\u00f2, il termine di un anno, oltre il quale sar\u00e0 necessario inviare nuovamente il predetto avviso di pagamento, decorre dalla data di notifica dell&#8217;avviso di accertamento (perch\u00e9, non utilizzando la procedura con l&#8217;iscrizione a ruolo, non \u00e8 mai stata notificata alcuna cartella di pagamento). Il medesimo avviso dovr\u00e0 essere notificato, a norma dell&#8217;articolo 9 comma 3 ter D.L. 2 marzo 2012, n. 16, in materia di &#8220;Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento&#8221;, anche nel caso in cui sia trascorso pi\u00f9 di un anno dalla notificazione degli avvisi di accertamento dell&#8217;Agenzia delle dogane e l&#8217;agente della riscossione voglia procedere (non avendolo fatto nell&#8217;anno precedente) all&#8217;espropriazione forzata.<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>\n<h4>Impugnabilit\u00e0<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>Nei primi anni 2000 l&#8217;impugnabilit\u00e0 dell&#8217;intimazione di pagamento, di fronte alla commissione tributaria, \u00e8 stata comunemente ammessa. Tuttavia questo non \u00e8 un risultato cos\u00ec scontato, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in materia di &#8221; Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo&#8221;, all&#8217;art. 19, tra gli atti che possono essere oggetto di ricorso di fronte alle commissioni tributarie e autonomamente impugnati, non indica espressamente l&#8217;intimazione di pagamento, ma soltanto il precedente avviso di mora. Per giungere ad un&#8217;interpretazione estensiva dell&#8217;art. 19 D.Lgs. 546\/1992 si sono seguite diverse strade interpretative. In pi\u00f9 occasioni si \u00e8 sostenuta l&#8217;equiparabilit\u00e0 tra intimazione di pagamento e avviso di mora, i due atti hanno diverse analogie: entrambi contengono l&#8217;intimazione ad adempiere e devono essere notificati prima di intraprendere l&#8217;esecuzione forzata. Tuttavia, tra queste due discipline intercorrono anche notevoli differenze, l&#8217;intimazione di pagamento \u00e8 un atto a carattere eventuale, infatti, dovr\u00e0 essere notificato solo nel caso in cui sia trascorso pi\u00f9 di un anno dalla notifica della cartella di pagamento. L&#8217;avviso di mora, invece, doveva sempre essere notificato prima di procedere ad esecuzione forzata, questo avviso \u00e8 stato abrogato nel 1999. Secondo questa concezione l&#8217;intimazione di pagamento dovrebbe essere ricondotta all&#8217;avviso di mora e, quindi, autonomamente impugnabile.<\/p>\n<p>La giurisprudenza ritiene che nei confronti degli atti non espressamente previsti nell&#8217;elenco dell&#8217;art. 19 D.Lgs. 546\/1992 vi sia soltanto una facolt\u00e0, e non un onere, di impugnazione. Di conseguenza, rimarr\u00e0 sempre possibile impugnare la pretesa agendo contro uno degli atti autonomamente impugnabili. Al contrario, sussisterebbe un onere di impugnazione per gli atti che sono espressamente inseriti nell&#8217;elenco gi\u00e0 menzionato. Questi, se non verranno impugnati, determineranno una &#8220;cristallizzazione&#8221; della pretesa. Comunque, non tutti gli atti non inseriti nell&#8217;elenco dell&#8217;art.19 D.Lgs. 546\/1992 sono facoltativamente impugnabili, ma soltanto quelli che contengono una pretesa tributaria precisamente individuata. Parte della dottrina ha criticato questa ricostruzione sostenendo che il contribuente non \u00e8 titolare di una facolt\u00e0 o di un onere, ma di un potere di impugnazione. In definitiva, questo elenco viene interpretato elasticamente e si predilige un approccio sostanzialistico, badando principalmente al contenuto tributario dell&#8217;atto valutato di volta in volta.<\/p>\n<p>Sono molteplici i motivi per addurre le difese avverso l&#8217;intimazione di pagamento e, quindi, per proporre opposizione dinanzi al giudice competente per materia (omessa notifica degli atti presupposti, intervenuta prescrizione del credito ecc.). Diverse sono le tempistiche per proporre opposizione, la differenza scaturisce dalla natura del credito vantato e di conseguenza del giudice da adire. Se l&#8217;intimazione di pagamento riguarda, ad esempio, la riscossione di una contravvenzione la giurisdizione spetter\u00e0 al giudice civile. Spettano, invece, alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto un atto che ha contenuto tributario, sono escluse, invece, tutte le controversie che attengono all&#8217;esecuzione tributaria.<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>\n<h4>L&#8217;insostituibilit\u00e0 della cartella esattoriale con l&#8217;intimazione di pagamento<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>La mancata notifica della cartella di pagamento non pu\u00f2, in alcun modo, essere sostituita o sanata con l&#8217;intimazione di pagamento. Questi due atti hanno delle finalit\u00e0 differenti, la prima \u00e8 un antecedente necessario della seconda; nel caso in cui non venga notificato il primo di questi emerge l&#8217;importanza della possibilit\u00e0 di impugnare la successiva intimazione di adempimento. L&#8217;intimazione di pagamento dovr\u00e0 quindi essere annullata[14]. Spesso in casi di questo tipo non c&#8217;\u00e8 un&#8217;individuazione, da parte dei giudici, pienamente consapevole del regime di invalidit\u00e0, si discute a tal proposito se ci si trovi di fronte ad un caso di nullit\u00e0 o di annullabilit\u00e0. Tuttavia sarebbe preferibile il regime dell&#8217;annullabilit\u00e0, relegando la nullit\u00e0 al difetto assoluto di attribuzione.<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>\n<h4>Modalit\u00e0 di notifica<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>La notifica dell&#8217;intimazione di pagamento deve essere effettuata con le modalit\u00e0 previste dall&#8217;art. 26 D.Lgs. 602\/1973. Viene compiuta cio\u00e8 dagli ufficiali della riscossione, o da altri soggetti abilitati dal concessionario (Agenzia delle Entrate-Riscossione) attraverso l&#8217;invio di raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata o con la consegna nelle mani proprie del destinatario, di persone di famiglia o addette alla casa, all&#8217;azienda o all&#8217;ufficio. In questi ultimi casi, non \u00e8 necessaria la sottoscrizione dell&#8217;originale da parte del consegnatario.<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>\n<h4>La disciplina precedente<\/h4>\n<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div>L&#8217;avviso di mora \u00e8 stato abrogato dal D.Lgs. 26 febbraio 1999, n.46, in materia di &#8220;Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo&#8221;. La sua disciplina, invece, era contenuta all&#8217;art. 46 D.P.R. 602\/1973. Questa prevedeva che il concessionario, prima di intraprendere l&#8217;espropriazione forzata, dovesse notificare un avviso contenente: l&#8217;entit\u00e0 del debito, suddiviso analiticamente in tutte le voci che lo componevano e l&#8217;invito a pagare entro cinque giorni. In caso di pericolo nel ritardo, per il soddisfacimento del credito, il pretore o il giudice conciliatore potevano autorizzare l&#8217;esattore ad iniziare l&#8217;esecuzione forzata anche prima dello spirare dello stesso termine. L&#8217;avviso di mora manteneva la sua efficacia solo per 180 giorni: se il concessionario non avesse intrapreso l&#8217;espropriazione forzata entro questo termine avrebbe dovuto rinotificare l&#8217;atto. Oggi questa disciplina \u00e8 superata, la nuova normativa mostra evidentemente la volont\u00e0 del legislatore di unire, nella cartella di pagamento, le funzioni di titolo esecutivo e di intimazione ad adempiere (precetto).<div class=\"push\" style='height:20px'><\/div><\/div><\/div>\n<div class=\"row \"><div class=\"wpv-grid grid-1-1  wpv-first-level first unextended\" style=\"padding-top:0px;padding-bottom:0px\" id=\"wpv-column-3a1a42f08073f578db15b5228eae2e82\" >\t\t<div class=\"sep-text single centered\">\n\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"sep-text-before\"><div class=\"sep-text-line\"><\/div><\/span>\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"content\">\n\t\t\t\t<h2 class=\"text-divider-double\">Contattaci per informazioni<\/h2>\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<span class=\"sep-text-after\"><div class=\"sep-text-line\"><\/div><\/span>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t<p>\n<div class=\"wpcf7 no-js\" id=\"wpcf7-f987729-o1\" lang=\"en-US\" dir=\"ltr\" data-wpcf7-id=\"987729\">\n<div class=\"screen-reader-response\"><p role=\"status\" aria-live=\"polite\" aria-atomic=\"true\"><\/p> <ul><\/ul><\/div>\n<form action=\"\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/988070#wpcf7-f987729-o1\" method=\"post\" class=\"wpcf7-form init\" aria-label=\"Contact form\" novalidate=\"novalidate\" data-status=\"init\">\n<fieldset class=\"hidden-fields-container\"><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7\" value=\"987729\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_version\" value=\"6.1.1\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_locale\" value=\"en_US\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_unit_tag\" value=\"wpcf7-f987729-o1\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_container_post\" value=\"0\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_posted_data_hash\" value=\"\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_recaptcha_response\" value=\"\" \/>\n<\/fieldset>\n<div class=\"row\">\n\t<div class=\"grid-1-1\">\n\t\t<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"Name\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text wpcf7-validates-as-required\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" placeholder=\"Nome\" value=\"\" type=\"text\" name=\"Name\" \/><\/span>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n\t<div class=\"grid-1-1\">\n\t\t<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"E-mail\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text wpcf7-validates-as-required\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" placeholder=\"E-mail\" value=\"\" type=\"text\" name=\"E-mail\" \/><\/span>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n\t<div class=\"grid-1-1\">\n\t\t<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"Phone\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text\" aria-invalid=\"false\" placeholder=\"Telefono\" value=\"\" type=\"text\" name=\"Phone\" \/><\/span>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n\t<div class=\"grid-1-1\">\n\t\t<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"Subject\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text wpcf7-validates-as-required\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" placeholder=\"Oggetto\" value=\"\" type=\"text\" name=\"Subject\" \/><\/span>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n\t<div class=\"grid-1-1\">\n\t\t<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"Message\"><textarea cols=\"40\" rows=\"6\" maxlength=\"2000\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-textarea wpcf7-validates-as-required\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" placeholder=\"Il tuo messaggio...\" name=\"Message\"><\/textarea><\/span>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n\t<div style= \"text-align: center;\">\n\t\t<p><input class=\"wpcf7-form-control wpcf7-submit has-spinner\" type=\"submit\" value=\"Invia Messaggio \u2192\" \/>\n\t\t<\/p>\n\t<\/div>\n<\/div>\n<p><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_captcha_challenge_captcha-1\" value=\"3524153322\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-captchac wpcf7-captcha-captcha-1\" width=\"72\" height=\"24\" alt=\"captcha\" src=\"https:\/\/www.studiolegalefruttaldo.com\/wp-content\/uploads\/wpcf7_captcha\/3524153322.png\" \/>\n<\/p>\n<p><span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"captcha-1\"><input size=\"40\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-captchar\" autocomplete=\"off\" aria-invalid=\"false\" value=\"\" type=\"text\" name=\"captcha-1\" \/><\/span>\n<\/p><div class=\"wpcf7-response-output\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa \u00e9 una intimazione di pagamento di Equitalia? 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