La sofferenza bancaria e l’incaglio bancario sono due situazioni in cui può trovarsi chi non riesce a pagare il proprio debito con la banca.

La sofferenza bancaria si ha quando un debitore:

  • non può pagare la prevista rata di un mutuo o di un finanziamento
  • oppure non riesce a rientrare dallo scoperto di un conto corrente (cioè a mettere sul conto il denaro che ha utilizzato in più rispetto a quanto disponibile sul suo conto corrente)
Se hai un credito nei confronti di una banca, ma non sei in grado di pagare quanto dovuto, sei nel posto giusto!

Infatti, in questo articolo vedremo:

  • cos’è la sofferenza bancaria e quali sono i suoi gradi
  • cos’è l’incaglio bancario
  • quando si verifica l’incaglio bancario
  • quali sono le conseguenze della sofferenza bancaria
  • la sofferenza bancaria e la segnalazione alla Centrale dei Rischi di Banca d’Italia
  • quali sono le conseguenze della segnalazione alla Centrale Rischi
  • come uscire dalla sofferenza bancaria.

La sofferenza bancaria: cos’è e quali sono le cause

La sofferenza bancaria certifica (cioè indica) l’insolvenza (cioè il mancato pagamento) da parte del debitore nei confronti dell’istituto di credito (il creditore) che precedentemente aveva concesso il prestito in cambio di una determinata garanzia.

La sofferenza bancaria si ha quando la banca ritiene che il suo debitore non sia in grado di estinguere il debito (cioè restituire la somma data in prestito), né oggi né in futuro.

In generale, le cause della sofferenza bancaria sono:

  • i mancati pagamenti delle rate di un mutuo, di un finanziamento o prestito
  • la situazione di scoperto di un conto corrente.

Quando si parla di sofferenza bancaria?

Per poter parlare di sofferenza bancaria, il creditore deve dimostrare che il debitore si trova in una situazione permanente di difficoltà economica, o prossimo al fallimento.

In poche parole, per la sofferenza bancaria la banca deve dimostrare che il debitore (suo cliente) non potrà restituire la somma dovuta, costituita dal capitale (la somma data in prestito dall’istituto di credito) più gli interessi maturati (cioè la percentuale sul capitale prestato da restituire in più rispetto alla somma data dall’istituto di credito).

Prima di proseguire e conoscere cosa succede con la segnalazione della sofferenza bancaria, andiamo a vedere meglio cosa succede se il debito è di tipo immobiliare, cioè cosa succede con un mutuo in sofferenza.

Nel caso di un debito immobiliare, la sofferenza bancaria è molto pericolosa. Infatti, può riguardare il mutuo ipotecario che è stato concesso dalla banca al suo cliente per poter acquistare la casa di residenza.

Con la sofferenza bancaria si attesta che il debitore (il proprietario dell’immobile) non è in grado di pagare in maniera continuativa le rate del proprio debito.

Perché la sofferenza bancaria è molto pericolosa nel caso di un debito immobiliare?

Perché se il debitore non riesce a pagare le rate del prestito (il mutuo), la banca può richiedere l’intervento del Tribunale per ottenere il pagamento del prestito dal suo cliente.

Questa richiesta al Tribunale dà il via al Pignoramento della casa e può portare alla vendita della casa all’asta.

La vendita della casa all’asta è molto rischiosa per il debitore.

Perché? Perché la casa viene presentata alla prima asta a un prezzo inferiore al suo valore di mercato.

Inoltre, se non viene venduta alla prima asta (come avviene di solito), la casa viene presentata alle aste successive a un prezzo sempre più basso.

Per questo motivo, noi di AUS Italia diciamo che la casa all’asta è svenduta.

Con la somma ottenuta dalla vendita della casa all’asta, il debitore deve:

  • restituire la somma di denaro che gli è stata prestata
  • pagare gli interessi sul prestito
  • pagare le spese giudiziarie
Per cui, alla fine il debitore può trovarsi nella situazione di aver perso la casa, e con la somma ottenuta dalla casa all’asta non riuscire a pagare il proprio debito.

Quindi, il debitore dovrà continuare a pagare il proprio debito rischiando il pignoramento dello stipendio o della pensione o di altri immobili (se vuoi saperne di più sul Pignoramento, leggi il nostro articolo Pignoramento illegittimo o eccessivo: posso chiedere il risarcimento danni?)

Ti diciamo subito che esistono delle soluzioni per evitare tutte queste conseguenza.

Una delle soluzioni è il Saldo e stralcio. Te ne parleremo alla fine dell’articolo.

Ma, ora, torniamo ora alla sofferenza bancaria.

Quanto dura una sofferenza bancaria?

La sofferenza bancaria dura:
  • finché il debito non è estinto (ciò significa che il debitore deve aver restituito la somma al creditore)
  • oppure fino a quando il debito non è prescritto. La prescrizione del debito si ha normalmente dopo 10 anni

I gradi della sofferenza bancaria

Come abbiamo appena visto, la sofferenza bancaria si ha quando il debitore non riesce a pagare le rate in modo continuativo.

Questo significa che se il debitore ha un semplice ritardo nei pagamenti o una situazione di crisi temporanea, la banca non è legittimata (cioè non può) a segnalare la sofferenza bancaria alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Infatti, la Legge stabilisce che per arrivare alla sofferenza bancaria vi deve essere il cosiddetto incaglio bancario.

Andiamo ora a conoscere meglio che significa incaglio bancario e cosa stabilisce la Legge.

L’incaglio bancario: che cos’è e quanto dura?

L’incaglio bancario (che darà il via alla sofferenza bancaria) è una situazione di temporanea difficoltà economica del debitore a pagare il proprio debito (per esempio le rate del mutuo).

Questa difficoltà è un cattivo segnale per l’istituto di credito: il debitore potrebbe infatti diventare inadempiente, cioè non in grado di restituire la somma di denaro ottenuta con il prestito bancario.

Con l’incaglio bancario il debitore e il creditore fanno un accordo per la restituzione del prestito entro un tempo stabilito.

Ma vediamo meglio come funziona l’incaglio bancario e la sofferenza bancaria con un caso specifico. Prendiamo come esempio il debito per il mutuo per l’acquisto della casa.

Il nostro debitore in questo caso si trova in difficoltà temporanea a pagare le rate del mutuo alla scadenza mensile stabilita.

Per la Legge il debitore deve avere del tempo per poter pagare le rate non pagate precedentemente.

Di solito la banca concede da 10 ai 14 mesi di tempo al debitore per pagare (questa è la fase di incaglio bancario).

Se il debitore non riesce a pagare le rate non pagate (in questo periodo di tempo concesso dalla banca), la banca passa dall’incaglio bancario alla fase di sofferenza bancaria.

Ora dopo aver visto come funziona l’incaglio bancario e cos’è l’incaglio bancario, andiamo a vedere quali sono le conseguenze della sofferenza bancaria.

Sofferenza bancaria e segnalazione alla Centrale Rischi

In generale, quando un cliente ottiene dalla banca un mutuo o un finanziamento per un importo superiore 30.000,00 euro, la banca deve segnalare la posizione del debitore a Banca d’Italia nella cosiddetta Centrale Rischi.

La Centrale dei Rischi è una banca dati con tutte le informazioni che riguardano i rapporti tra banche e privati.

La segnalazione alla Centrale dei Rischi dura:

  • fino a quando il debito non è estinto (cioè pagato completamente)
  • oppure il debito non è sceso sotto 30 mila euro.
I 30 mila euro sono chiamati soglia di censimento.

Invece, per quanto riguarda le segnalazioni di sofferenze bancarie è prevista una soglia molto inferiore, pari a 250 euro.

Attenzione che queste condizioni sono valide anche per chi si è fatto garante o fidejussore di un debito, quando la somma è superiore alla soglia di censimento.

La segnalazione alla Centrale Rischi

Una volta che il debitore si trova nella condizione accertata di sofferenza bancaria, riceve una comunicazione della banca.

Con questa comunicazione la banca dà la possibilità al debitore di pagare il debito entro 15 giorni dalla comunicazione.

Se il debitore non restituisce la somma dovuta, viene segnalato alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Ti chiederai quindi: Come cancellare una sofferenza in Centrale Rischi?

Ti diciamo subito che la segnalazione dura fino a quando il debito non viene estinto o prescritto.

Ma per rispondere completamente alla domanda, andiamo a conoscere meglio come risolvere le sofferenze bancarie (se vuoi saperne di più sulla Cancellazione dal CRIF, leggi il nostro articolo Come fare la Cancellazione dal CRIF dopo il Saldo e Stralcio).

Sofferenza bancaria: come uscirne?

Quindi, come risolvere una sofferenza bancaria?

Il debitore può uscire dalla sofferenza bancaria in 2 modi:

  • pagare l’intera somma: è la soluzione più difficile per il debitore che, probabilmente, non ha l’intero importo da versare subito
  • con un’offerta di Saldo e stralcio

Sofferenza bancaria e Saldo e stralcio: la miglior soluzione

Per il debitore è conveniente perché paga una somma inferiore.

Per la banca è conveniente perché riceve una somma di denaro, anche se più bassa, ma almeno è sicura di ricevere il pagamento del debito, anche se solo per una parte.

L’accordo di Saldo e stralcio tra il debitore e la banca sostituisce il contratto iniziale, e quindi il debitore dovrà versare al creditore una somma scontata ma prima possibile.

Inoltre, con l’estinzione del debito, il nome del debitore viene cancellato dalla Centrale dei Rischi di Banca d’Italia.

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